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VIVIENNE WESTWOOD la regina del corsetto punk

“Più sexy di un gossip e più potente di una corona: il corsetto firmato Westwood”

Se pensate che il corsetto sia roba da musei polverosi, romanzi con troppi arazzi e dame svenute strategicamente sotto un glicine, fermatevi subito: state per essere felicemente smentiti.

Vivienne Westwood, la regina punk della moda britannica, ha preso questo capo “da ragazze ben educate con troppe regole” e lo ha trasformato in un’arma di seduzione, potere e ironia. Altro che repressione vittoriana. Il suo corsetto è tutto tranne che timido: entra in scena con il passo sicuro di chi sa esattamente che tutti la stanno guardando. E magari anche commentando invidiosamente.

Vivienne ha detto: “Perché mai nascondere il corsetto sotto l’abito, quando puoi renderlo l’abito stesso?”
Boom. Nacque un’epoca.

I suoi corsetti sono strutturati come armature barocche ma con l’attitudine di una rockstar in tour: stecche, lacci, drappeggi e scollature che gridano “sono il protagonista di questa storia, e sì, puoi pure fare una foto”.

E il bello? Non c’è niente di costrittivo. I corsetti Westwood non stringono per farci star zitte, stringono per farci brillare. Sono posture portatili. Altro che debolezza. Qui si parla di dominare la stanza senza nemmeno dover parlare.
Ogni comparsa in corsetto Westwood è un piccolo evento mondiale. Twitter si incendia. Instagram si riempie di zoom. E noi comuni mortali? Beh, salviamo la foto e fantastichiamo su come sarebbe entrare all’aperitivo del venerdì con addosso una scultura couture anziché la solita giacca triste.

In fondo, Vivienne ci ha lasciato un’eredità precisa: la moda è un gioco. E il corsetto non è il nemico, è l’arma segreta. Basta saperlo indossare con un sorriso ironico, la schiena dritta e lo spirito di chi sa che — anche solo per oggi — può essere tutto.

Perché sì, la libertà a volte ha le stecche. Ma chi ha detto che non si possa respirare… con stile?

Liceo Artistico Emilio Greco
Progetto di Martina Zenta, Pia Lattuca, Sarah Messina, Ornella Calogero, Pia Licciardello.

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